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Farnetta
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mweqFarnetta (mwegCastrum Farnectae in mwewlatino) è una frazione del comune di mwfaMontecastrilli, in mwfqprovincia di Terni.

Il paese, di origini medioevali, si trova ad una altezza di 385 mwfwm mwgas.l.m., su dolci colline umbre, a circa 4mwgq km da Montecastrilli e 3mwgg km da mwgwAvigliano Umbro. Secondo i dati del censimento Istat mwha2001, risulta abitato da 246 residenti, ma nel mwhq2024 erano arrivati a 278.

Contents

Storia
Sport
Note

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Origini del nome

mwiqFarnetta deriva molto probabilmente dal nome di un tipo di albero molto comune nei boschi delle limitrofe campagne: mwigmwiwQuercus frainetto. La denominazione di Frainetto fu un errore ortografico fatto al momento della classificazione botanica nel Settecento: il nome corretto doveva essere proprio mwjafarnetto. Questo albero dalle grandi foglie, nettamente più grandi rispetto al cerro e alla roverella, ottimo legno da costruzione, è facilmente identificabile nei boschi di Farnetta e nei percorsi naturalistici che li attraversano cite-ref-1[1].

Un'altra ipotesi sulla provenienza del toponimo Farnetta viene riportata da Pietro Stefanucci che nella sua mwkgDella descrizione di tutti li castelli, villaggi del territorio e diocesi di Todi fatta dal nobil uomo Pietro figlio di Pirro Stefanucci antiquario di detta Città scrive: "Farnetta, mwkwCastello. È probabile che avesse origine da qualche persona della gente Fannia, detta poi corrottamente dal volgo Farnia in tempo della Colonia".

Storia

Il paese esiste sin dall'mwlgAlto Medioevo. I primi documenti storici sono due. Uno segnato al numero 1174 del Regesto di mwlwFarfa, datato 5 marzo mwma1112, riporta la volontà del conte Rapizone degli Arnolfi di donare con una certa imprecisione una serie di chiese e fondi al mwmqmonastero della Vergine Maria di Farfa, con le relative clausole. Un altro, segnato al numero 1175 e datato ancora 1112, riporta i nomi delle chiese e dei fondi donati: qui compare una chiesa di Farnetta e quella di mwmgSan Lorenzo in Nifili, posta nel territorio di Farnetta.

Farnetta nelle Terre Arnolfe

Storicamente è noto che nel mwoq962 mwogOttone I aveva assegnato ad un suo collaboratore di nome Arnolfo una parte cospicua di territori nell'Umbria meridionale posti tra mwowTerni, mwpaTodi e mwpqNarni tra cui Farnetta. Fu questa l'origine delle cosiddette Terre Arnolfe che rimasero per secoli un'entità politico-amministrativa indipendente. Nel 1018 le Terre Arnolfe passarono sotto la giurisdizione diretta della Chiesa di cui gli Arnolfi divennero feudatari.

All'inizio del mwpwXIII secolo i territori intorno Farnetta vennero conquistati da mwqaTodi e Farnetta cessò di far parte delle Terre Arnolfe entrando a far parte del contado di Todi. Farnetta divenne quindi un avamposto di frontiera di Todi verso mwqqAmelia e mwqgNarni con cui Todi si scontrò duramente nei secoli XII-XV.

Il legame del Castello di Farnetta con Todi

Farnetta ha fatto per secoli parte del 'comitatus tudertinus' e della cui diocesi fa tuttora parte. È probabile che già in epoca romana questi territori facessero parte del municipio romano di Todi: infatti le diocesi più antiche venivano a coincedere proprio con le suddivisioni amministrative romane. Nel 1577, il consiglio di mwrqTodi ordinò di apporre lo stemma dell'aquila, simbolo della città, sulla porta d'ingresso del paese, il cui territorio si trovava ricompreso nella Pievania di S. Vittorina, una delle 19 pievanie che costituivano il mwrgcomitatus comunale tuderte. Con il nuovo mwrwmotu proprio di mwsaLeone XII del 21 dicembre mwsq1827 si assiste ad un'importante variazione della situazione amministrativa. Le modifiche sono per il territorio di Farnetta importanti. Il numero delle comunità autonome aumenta notevolmente e si realizza un'ulteriore frantumazione dello mwsgStato Pontificio. Il comune di Montecastrilli ottiene l'autonomia e diviene sede di podesteria, soggetta al governo distrettuale di Terni nella delegazione di Spoleto. Termina così il secolare dominio di Todi sui territori intorno Farnetta, ora per la prima volta soggetti al governo di Terni. Todi è sede di governo distrettuale nella delegazione di Perugia.

La Macchia di Farnetta

Fin dal medioevo, gli abitanti di Farnetta (mwuqCommunitas Castri Farnectae) possedevano vasti appezzamenti di bosco in proprietà collettiva. Il 17 ottobre mwug1828 la "macchia di Farnetta", delle dimensioni di circa 93,50 ettari, fu concessa su rogito di Vincenzo Petti in mwuwenfiteusi perpetua al Comune di Montecastrilli, su autorizzazione della Congregazione del Buon Governo di mwvaRoma, che nel frattempo ne era giunta in possesso, dietro il pagamento di un canone annuo di 8 scudi romani.

La proprietà di questi terreni passò successivamente dalla Congregazione del Buon Governo ai Carmelitani Scalzi di Roma. Il Comune di Montecastrilli vendette, nel mwvg1858, tale enfiteusi perpetua a Pasquale Fratini, dietro pagamento di un canone di 10 scudi romani annui, che successivamente fu di nuovo venduta dallo stesso Fratini (subenfiteusi). Ai farnettani fu concessa la servitù di pascolo (mwvwius pascendi) e di raccolta della legna secca nel bosco (mwwaius legnandi) (cioè la raccolta di «ramuncolos siccos et prostratos») per dieci mesi l'anno (fatta eccezione per i mesi di ottobre e novembre) pur essendo questi territori appartenuti ancora in precedenza alla Comunità di Farnetta, come dal mwwqCatasto del mwwg1744. Nel 1888 su rogito del notaio Foglietti i farnettani si accordarono con gli ultimi subenfiteuti (divenuti proprietari sulla base delle leggi di affrancazione) che rinunciarono alla servitù di pascolo e legnatico in cambio della proprietà esclusiva di un quarto della macchia.

Erano gravati di servitù non soltanto questi 93,50 ettari di terreno boschivo (nei vocaboli Il Castagno, La Cesa, Strapponi, Sodaretti), ma anche altri 40 ettari circa di bosco, ricadenti nel territorio di Avigliano (presso i vocaboli La Rena, La Pola, La Cerreta, Tavoleto). È significativo osservare che in passato il castello di Farnetta deve aver avuto una maggiore importanza, in considerazione dei possedimenti (anche fuori di quello che oggi è il proprio territorio, che in precedenza doveva essere ben maggiore) e del numero di abitanti.

Economia

Il turismo e l'agricoltura rappresentano la risorsa principale di sostentamento. Autori latini come mwygVarrone e mwywColumella ricordano questo territorio per la particolare disciplina e cura delle coltivazioni, oltre che per l'elevata qualità delle produzioni agricole. Numerosi sono gli agriturismi e i locali tipici (trattorie e ristoranti) che operano nei territori intorno Farnetta.

Il Quercus frainetto

Questo tipo di mwbgquercia è molto diffuso nei boschi di Farnetta (Bosco dei Castagni, Tavoleto, Sodaretti, Strepponi), ma di esso non v'è traccia negli altri luoghi umbri. Evidentemente, già in antico qualcuno aveva notato la presenza del mwbwmwcaQuercus frainetto che si distingue dal più diffuso mwcqmwcgQuercus cerris (il cerro), per il colore chiaro della corteccia, il fusto irregolare e contorto, l'accrescimento lento. Doveva essere sicuramente nota anche la maggiore durabilità che il legno di mwcwQuercus frainetto presenta nell'utilizzo, come mwdamateriale da costruzione per solai e coperture.

La presenza nelle campagne di Farnetta di popolamenti quasi puri di mwdgQuercus frainetto in associazione talvolta con mwdwmweaQuercus pubescens e mweqmwegSorbus domestica è di notevole interesse. Il mwewQuercus frainetto non è un albero raro o in via di estinzione: tuttavia l'areale del farnetto non si spinge più a nord del Lazio. La specie, diffusa nei climi caldi, è presente solo in Italia meridionale.

Monumenti e luoghi d'interesse

• Chiesa di mwfwSan Lorenzo (mwgaX secolo).Risale al X secolo ed è posta nella antica parrocchia di Farnetta, da cui dista circa 2,5mwgq km; San Lorenzo era (ed è) al centro di un grande tenimento agricolo di circa 50 ettari di proprietà della parrocchia di Farnetta (ora Istituto di Sostentamento del Clero di Todi) che per secoli ha reso la parrocchia di Farnetta ricca e ambita. La chiesa è situata lungo un importante diverticolo romano della mwggVia Amerina che collegava mwgwRoma con mwhaAmelia, mwhqTodi ed il nord. Questo percorso assunse una significativa rilevanza in epoca alto-medioevale a seguito del controllo longobardo della vicina mwhgVia Flaminia. La chiesa, di piccole dimensioni, è costruita con blocchi di pietra, di diversa grandezza, di reimpiego romani. In facciata, alcuni blocchi presentano pregevoli decorazioni floreali. Una cornice in pietra corre lungo entrambe le pareti laterali e per un breve tratto piega anche verso la facciata; probabilmente su essa si innesta la volta a botte della copertura interna. L'interno è a navata unica con volta a botte, preceduta da un piccolo atrio anch'esso voltato a botte, dove si notano tracce di antichi affreschi. Il passaggio tra l'atrio e la navata avviene attraverso un varco sovrastato da un arco a tutto sesto, definito da una decorazione di mattoncini posizionati a dente di sega. La zona del presbiterio (rivolta verso est), rialzata con due gradini, ospita l'altare a cippo, che ha un'iscrizione risalente all'anno Mille. L'abside è di forma semicircolare ed ha un semicatino superiore. La parete interna, opposta a quella dell'altare, presenta degli affreschi (XV secolo) ancora in buono stato. Le pareti laterali, oltre ad avere tracce di affreschi, sono caratterizzate da cornici di pietra di varie forme, poste ad altezza diversa. Nell'intonaco sono inoltre visibili segni di aperture rimaneggiate nel tempo. La casa colonica limitrofa, che un tempo inglobava parte della chiesa, è attualmente in rovina.

• Chiesa di mwiwSan Nicolò (XV secolo-XIX secolo), artisticamente illuminata di notte. La chiesa di S. Nicolò di Farnetta è più recente rispetto a quella di S. Silvestro ed è stata eretta dopo il 1467. Nella nuova chiesa di S. Nicolò fu trasportata un'immagine di San Silvestro, che vi rimase fino al XVIII secolo. Per tutto il XV, XVI e XVII secolo la chiesa di Farnetta era riportata sotto il titolo di San Silvestro e San Nicolò.cite-ref-2[2] In chiesa, alla parete destra, è una tela con lmwka'mwkqUltima Cena di mwkgAndrea Polinori.cite-ref-3[3]

• Palazzo Nevi (XVIII secolo), con l'annessa mwmqcappella gentilizia: antica dimora di una famiglia notabile, caratterizzata da stalle e antiche cantine al piano terra.
• Cappella di mwmwsanta Lucia (XVIII secolo), piccola cappella seicentesca appena fuori il castello, con un bel dipinto ad olio antico, recentemente restaurata.
• Torre di avvistamento della Palombara: antica torre del XVI secolo, oggi in stato di abbandono appena fuori il castello di Farnetta per controllare le vie di comunicazione tra Todi e Amelia. Trasformata in colonia agricola nel settecento.
• Mura medioevali del Castello di Farnetta, costruite nel quattrocento, con 2 torrioni medioevali, di cui uno trasformato in campanile.

Antica chiesa di San Silvestro

La più antica chiesa di cui si hanno notizie in Farnetta è quella di mwoaSan Silvestro, oggi non più esistente, citata nei libri delle decime già dal mwoqXIII secolo. Con molta probabilità questa chiesa è stata per molti secoli la chiesa più importante di Farnetta, finché nel mwogXV secolo venne costruita la nuova chiesa di S. Nicolò. Dove si trovasse con precisione questa chiesa non è noto; tuttavia, non lontano da Farnetta, vicino al vocabolo Zappa, esiste un campo di proprietà di una vecchia famiglia di Farnetta, chiamato San Silvestro. Questa toponomastica è riportata anche nel Catasto Gregoriano della prima metà del mwowXIX secolo e molti farnettani sostengono che su quell'area, in antico, vi sia stato un cimitero. Sta di fatto che ancora oggi è possibile trovare su questo campo resti di tegole e terracotta insieme a ossa. È significativo osservare che, nei pressi di San Silvestro, esiste il toponimo "Vocabolo Castelvecchio", che sembra confermare l'ipotesi della presenza di un abitato con una chiesa in questa parte del territorio di Farnetta.

Foresta fossile di Dunarobba

Su un terreno un tempo di proprietà della famiglia Nevi a 3mwpg km da Farnetta sono venuti alla luce a seguito dell'asportazione dell'argilla del terreno per la produzione di laterizi enormi tronchi fossili di lignite databili tra i due i tre milioni di anni fa. La cosiddetta foresta fossile di mwpwDunarobba rappresenta un esempio unico di una foresta pietrificata con i tronchi ancora posti parzialmente in verticale. I numerosi tronchi fossili, tutti monospecifici, sono stati classificati come mwqaTaxodioxylon gypsaceum (Biondi & Brugiapaglia 1991). Questa specie, secondo i due studiosi, presenta caratteristiche anatomiche molto simili all'attuale mwqqSequoia sempervirens.

Feste popolari

A Farnetta storicamente si celebrava la festa della mwraMadonna del Divino Amore, celebrata nella ultima domenica di Agosto. A partire dagli anni sessanta del XX secolo, su iniziativa dal parroco di allora don Romolo Fumini si è invece cominciato a festeggiare mwrqsanta Rita (22 maggio). Ogni anno tra l'ultima settimana di maggio e la prima di giugno si celebra santa Rita con un programma religioso (processione e benedizione di macchine e mezzi agricoli, solenne celebrazione eucaristica) e un programma ricreativo (taverna del Curato con le famose ciriole all'ortica, serate danzanti, gare di briscola e di ballo, e altro).

Area protetta

Nel 2007 la mwsaProvincia di Terni, in considerazione della rilevanza faunistica dei territori intorno Farnetta, ha stabilito di individuare una Zona di ripopolamento e cattura per animali denominata “Farnetta ”, che include Ha 1.278 circa dei territori dei comuni di mwsqMontecastrilli e mwsgAvigliano Umbro.

Sport

Impianti sportivi

A Farnetta vi sono i seguenti impianti sportivi aperti al pubblico:

• Campo di mwuacalcio;
• Campo da mwugcalcetto;
• mwvaPiscina.

Società

Evoluzione demografica

Farnetta, insieme ad Avigliano e Sismano, è uno dei castelli più antichi del circondario. Con la fondazione di nuovi castelli nel XII secolo (Montecastrilli, Castel dell'Aquila, Frattuccia, Collicello) l'importanza di Farnetta declinò. Il primo censimento relativo al territorio di Farnetta è datato 1292 e riporta che a Farnetta vi erano 96 fuochi (ogni fuoco corrisponde a circa 4 persone). Tra quattrocento e cinquecento, presumibilmente a seguito delle epidemie di peste, la popolazione diminuì drasticamente fino a raggiungere i 13 fuochi nel 1552 (circa 62 persone). Da allora la popolazione residente è in aumento, soprattutto a partire dal Seicento quando la mwwamezzadria cominciò a diffondersi nel centro Italia, determinando un sostanziale miglioramento delle condizioni di vita della classe popolare. C'è inoltre da tener presente una significativa presenza di turisti nel corso delle stagioni calde ospitati nelle numerose attività agrituristiche presenti a Farnetta.

mwwwmwxamwxqmwxgmwxw mwyamwyqmwygmwywEvoluzione demografica del territorio di Farnetta mwza mwzqAnno mwzgAbitanti mwzw mw0a1292 mw0q461 mw0g mw0w1552 mw1a62 mw1q mw1g1617 mw1w159 mw2a mw2q1620 mw2g170 mw2w mw3a1650 mw3q110 mw3g mw3w1676 mw4a130 mw4q mw4g1682 mw4w133 mw5a mw5q1706 mw5g160 mw5w mw6a1725 mw6q147 mw6g mw6w1727 mw7a153 mw7q mw7g1740 mw7w192 mw8a mw8q1747 mw8g176 mw8w mw9a1750 mw9q175 mw9g mw9w1761 mw-a159 mw-q mw-g1806 mw-w162 mw-a mw-q1817 mw-g185 mw-w mwaqa1848 mwaqe243 mwaqi mwaqm1861 mwaqq344 mwaqu mwaqy1871 mwaqc343 mwaqg mwaqk1881 mwaqo358 mwaqs mwaqw1901 mwaq0374 mwaq4 mwaq81911 mwara312 mware mwari1921 mwarm335 mwarq mwaru1931 mwary423 mwarc mwarg1951 mwark584 mwaro mwars1961 mwarw395 mwar0 mwar41971 mwar8288 mwasa mwase1981 mwasi239 mwasm mwasq1991 mwasu238 mwasy mwasc2001 mwasg246 mwask mwaso2004 mwass283 mwasw mwas02024 mwas4278

Note

cite-note-11. Nel contesto botanico, il termine "frainetto" rappresenta un errore tipografico nel nome scientifico della quercia Quercus frainetto, che in realtà avrebbe dovuto essere Quercus farnetto, in linea con il nome comune italiano. Questo errore fu introdotto dal botanico Michele Tenore nel 1813 durante la classificazione della specie. Pertanto, "frainetto" è un nome improprio nato da una svista tipografica, mentre "farnetto" è la denominazione corretta e più appropriata.
cite-note-22. Chiese moderne ed introdotte dopo il 1467: S. Nicolò a Farnetta. Si pone questa chiesa lasciata addietro tra l'altre chiese (le chiese moderne sono riportate nell'ultimo capitolo del libro) della quale nella visita apostolica si trova Rettore-Parroco Bartoluccio di Antonio da Viepri (G. B. Alvi, 1546).
cite-note-33. Liliana Barroero, mwatsAndrea Polinori, Presentazione di Maria al tempio, in Liliana Barroero, Vittorio Casale, Giorgio Falcidia, Fiorella Pansecchi, Giovanna Sapori e Bruno Toscano (a cura di), mwatwPittura del Seicento. Ricerche in Umbria, catalogo di mostra, Venezia, 1989, pag. 195.

Bibliografia

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• Alvi, G. B., mwauiGenealogie di famiglie tuderti, Archivio Storico Comunale, Todi.
• Corradi, M., (2005), mwauqCastrum Farnectae: le famiglie, la storia, le cronache di un castello umbro, Del Gallo, Spoleto.
• Cerquaglia, Z., (1999), mwauyIl comune di Montecastrilli: da Napoleone all'Unità d'Italia, Ediart, Todi.
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• Covino, R., (1999), mwauoDal decentramento all'autonomia: la provincia di Terni dal 1927 al 1997, Umbriagraf, Terni.
• Contoli, L., Spada, F., (1974), mwauwRicerche sulle Querce caducifiglie italiane: su alcune stazioni a Quercus Frainetto ten. in comune di Montecastrilli (Terni, Umbria), n. 147, Firenze, Istituto Botanico dell'Università, Webbia, 29: 81-86, 1974.
• Corradi, M. mwau4De Castro Farnectae, Amazon (Kindle Publishing), ISBN 979-8341008366, 2025.
• Corradi, M. mwaveDe Castro Farnectae: addedenda documentaria, Amazon (Kindle Publishing), ISBN 979-8307514962, 2025.

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.montecastrilli.it.